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RISO, ASSOSEMENTI: “SEME NON CERTIFICATO SUL 30% DELLE SUPERFICI”

L’impiego di semente certificata è il mezzo imprescindibile per assicurare l’innovazione e la competitività del sistema risicolo nazionale

 

L’attività sementiera risicola italiana, leader nel settore europeo, continua a vivere una preoccupante perdita di competitività a causa del crescente ricorso al seme non certificato o reimpiegato, che nel complesso ha oramai superato il 30% delle superfici risicole coltivate e su cui non viene pagata alcuna royalty, unico strumento per sostenere la ricerca, l’innovazione e la competitività del sistema risicolo nazionale. A lanciare l’allarme è Massimo Biloni, coordinatore del Gruppo riso di Assosementi, nel corso della 3aedizione della giornata tecnica dedicata alla sperimentazione agronomica e all’attività sementiera (“Rice seed day”) svoltasi al Centro ricerche dell’Ente nazionale Risi a Castello D’Agogna (Pv), alla presenza di una nutrita platea di tecnici, agricoltori, rappresentanti delle Regioni e delle istituzioni.

Le aziende sementiere hanno infine presentato le ultime novità varietali, che saranno introdotte con la nuova campagna di semina. Da un’analisi dei dati Ente Risi emerge che il panorama varietale impiegato in Italia nel 2015 è costituito per il 34% da varietà che hanno meno di 5 anni e che tale percentuale sale al 49% se si considerano varietà che hanno meno di 10 annie al 61% con varietà che hanno meno di 15 anni. “Questo significa – ha concluso Biloni – che l’attività di ricerca e sviluppo varietale, pur con le difficoltà del momento, continua a svolgere un ruolo fondamentale nel fornire strumenti nuovi e attraenti per il mercato”.

 

[23/02/2016]

Fonte: http://www.laboratorioicq.it/