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ACRILAMMIDE: LA DANIMARCA FISSA LIMITI PIÙ SEVERI PER LA SOSTANZA CANCEROGENA CHE SI CREA AD ALTE TEMPERATURE NEGLI ALIMENTI CONTENENTI AMIDO

La Danimarca ha deciso di fissare dei limiti indicativi per l’acrilammide negli alimenti più severi di quelli stabiliti dall’Unione europea, giudicati insufficienti a tutelare la salute dei cittadini. L’acrilammide è una sostanza chimica, classificata come genotossica e cancerogena, che si forma naturalmente nei prodotti alimentari che contengono amido durante la cottura ad alte temperature. Il problema si pone per le fritture, le cotture al forno e alla griglia, e anche le lavorazioni industriali a più di 120° C. I gruppi di alimenti che contribuiscono maggiormente all’esposizione all’acrilammide sono i prodotti fritti a base di patate, il caffè, i biscotti, i cracker, i diversi tipi di pane croccante e il pane morbido. Poiché gli ingredienti, ma soprattutto le condizioni di lavorazione, influenzano molto la formazione del composto chimico, la scelta del metodo di cottura diventa fondamentale per ridurre l’esposizione.I valori indicativi per l’acrilammide indicati dall’Unione europea sono contenuti in una Raccomandazione della Commissione del 2013, mentre quelli danesi, che riguardano sei alimenti, sono riportati dal sito FoodNavigator.com. Per le patatine fritte a bastoncino pronte per il consumo, la Danimarca scende dai 600 μg/kg a 550 μg/kg. Per le patatine a base di patate fresche e di pasta di patate, si scende da 1.000 a 750 μg/kg. Per il pane a base di frumento, si scende da 80 a 50 μg/kg, mentre per il pane morbido non a base di frumento si scende da 150 a 100 μg/kg. Per il caffè torrefatto, si scende da 450 a 400 μg/kg e per quello solubile istantaneo da 900 a 800 μg/kg.

 

[03/02/2016]

Fonte: http://www.laboratorioicq.it/

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