· 

MOTO ELETTRICHE: DAL CANADA LA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’AUTONOMIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni tanto si riesce ad unire l’utile al dilettevole.

L’articolo di oggi riguarda come sempre la chimica, ma questa volta applicata alle moto e chi conosce di persona noi dello Staff GSC sa che siamo un branco di motociclisti incalliti.

 

In particolare, si parla di Moto Elettriche, che non ci fanno particolarmente impazzire (troppo alti i prezzi, troppo poco rumore!) ma che dal punto di vista dell’applicazione della Chimica offrono spunti interessanti.  

 

La propulsione elettrica rappresenterà il futuro della mobilità, con zero emissioni e costi di esercizio più bassi del carburante. 

 

Seppur virtuoso, pe, l’elettrico ha anche degli svantaggi, e non parliamo solo del silenzio del motore, con buona pace di tutti noi abituati a riconoscere gli amici dal suono dei cilindri sotto la sella.

L’autonomia delle batterie difficilmente permette di superare i 300 km, tagliando fuori tutti i motociclisti che amano il turismo a medio e lungo raggio, come i sottoscritti ad esempio, e i tempi di ricarica sono ancora ben lontani a quelli di un pieno di benzina.

 

Ma proprio su quest’ultimo punto potrebbe esserci la svolta.

 

Un team di chimici dell'Università di Waterloo, in Canada, ha raggiunto quello che potrebbe essere un importante passo avanti nella tecnologia delle batterie. Sotto la guida della professoressa di chimica Linda Nazar, il team ha scoperto che le prestazioni di una batteria al litio-zolfo possono essere aumentate notevolmente utilizzando un “nanosheet” di biossido di manganese. Il nanosheet è una struttura bidimensionale che ha uno spessore ridottissimo, spesso viene utilizzato, al posto del grafene, nei super condensatori. L'aumento ha il potenziale per spingere un veicolo elettrico tre volte più lontano di una batteria agli ioni di litio dello stesso peso.

La scoperta canadese dunque arriva come una manna dal cielo, risolvendo uno dei due problemi sopracitati, riducendo lo scetticismo nei confronti dei mezzi elettrici.

Ma in che modo questi composti migliorano l’efficienza delle batterie? La superficie del nanosheet di biossido di manganese trasforma essenzialmente il catodo di zolfo di una batteria Li-S in un catodo ad alte prestazioni, in grado di ricaricare più di 2.000 volte. I catodi e gli anodi sono i due elettrodi su una batteria, separati da una soluzione elettrolitica. Lo zolfo, che è un materiale della batteria estremamente abbondante, relativamente leggero e molto economico, storicamente non ha funzionato come materiale catodico perché si dissolve nella soluzione elettrolitica quando la batteria si scarica.

 

In un precedente studio, la dottoressa Nazar ha scoperto che l'ossido di titanio metallico potrebbe funzionare per stabilizzare lo zolfo, ma la ricerca pubblicata questa settimana mostra che i nanosheet di biossido di manganese funzionano ancora meglio. La reazione chimica che stabilizza lo zolfo è simile a un processo chimico scoperto nel 1845 durante l'età dell'oro della chimica dello zolfo tedesco. La dottoressa dichiara: "Pochissimi ricercatori studiano o insegnano ancora chimica sulfurea", ha detto Nazar. "È ironico che abbiamo dovuto guardare così indietro nella letteratura per capire qualcosa che possa cambiare radicalmente il nostro futuro."

 

Resta ancora il problema del rombo, ma soprattutto, almeno per ora, il problema del prezzo.

Scrivi commento

Commenti: 0